Quando una rapa rossa può fare una rivoluzione.

Oggi vi racconto la storia di Zolle.

 

Un anno fa ho iniziato a ordinare la mia zolla a domicilio. Tutto filava abbastanza liscio. Frutta e verdura a casa, spesso aggiungevo formaggi e pane. E sempre le uova fresche bio. Cibo sano, a volte biologico altre volte no, quasi sempre a kilometro zero. E già questo mi sembrava fantastico.

Una scelta di comodità (perché la faccenda della consegna lo è parecchio), di cibo sano e anche ecologica. E non solo per la faccenda kilometro zero ma perché le consegne vengono fatte in bici. Sì, ragazzi appassionati di bici che vanno in giro per Roma a consegnare Zolle piene di cose buone. E allora ti senti fichissimo.

Mangi sano, inquini poco e con la faccenda della bici sei veramente sul pezzo.

Così, una settimana dopo l’altra è successo qualcosa di meraviglioso. Una piccola rivoluzione. Zolle si è infilata nella mia routine alimentare e l’ha cambiata per moltissimi motivi.

Intanto ho imparato a sprecare meno. Perché se la spesa ti arriva tutta insieme ti organizzi di più. E perché la dura realtà è che l’insalata, se è fresca per davvero, non dura una settimana in frigo. Ho imparato a vedere le puntarelle per quello che sono: una mega cicoria incolta che per miracolo diventa puntarella. Ho scoperto piccole aziende locali che producono pane e formaggio per creare qualcosa di buono più che per venderlo.

Poi un giorno mi è arrivata una rapa rossa. E mi sono detta: ma guarda che carini questi di zolle, che per farmi vedere che questa bieta è fresca mi hanno messo anche queste radici piene di terra e rossicce.

A questo punto mi è stato chiaro che dovevo rivedere il mio rapporto con frutta e verdura. Così ho cucinato le rape e ci ho fatto dei crostini con le alici buonissimi. Io che volevo buttarle pensando fossero radici, le ho trasformate in una crema squisita. Ho usato il porro in tutte le sua varianti e ho persino fatto una crema di cipolle rosse.

Mentre la mia amicizia con frutta e verdura diventava più solida, è successo che mi hanno invitata a vedere il loro quartier generale. Non frutta e verdura mi hanno invitata ma Zolle. E così, ho conosciuto la gente che c’è dietro questo progetto. E a quel punto l’amicizia è diventata legame, condivisione.

Ho trovato una squadra di persone che crede nel potere del cibo buono. Nel potere di diffonderlo. Gente che crede nella rivoluzione culturale che si può fare una zolla dietro l’altra, entrando nelle nostre case e insegnandoci di nuovo il valore del cibo. Il valore delle stagioni. Il valore dell’attesa. Perché accettare di non poter mangiare fragole ogni mese, vuol dire accettare la nostra terra. Rispettarla e accogliere quello che sa darci. E a una viziata a tavola come me, questo ha fatto benissimo.

Quindi grazie a quelle rape rosse.

E grazie a voi di Zolle, per questa rivoluzione pacifica e colorata, di cui ora faccio parte !

Mille baci

Fede

e dalle zolle al piatto di casa mia è stato un attimo.