Esci in due e torni in tre. Di nuovi inquilini e una famiglia che nasce

Eccovi qua, al rientro a casa con il vostro neonato. Un fagotto di morbidezza assoluta. Un amore unico che potrà solo diventare più forte.

Tutto vero, certo. Ma il neonato non è solo amore. È anche un gran casino.

In fondo se ci pensate bene, solo il fatto di avere un nuovo inquilino a casa vostra già di per sé sarebbe una grossa novità. In più, questo coinquilino non pagherà le spese, anzi, e sarà tendenzialmente appiccicoso e con ogni probabilità rumoroso.

La casa non sarà mai più la stessa. Giochi ovunque e per i primi tre mesi nonostante la profumazione White Jasmine di Zara, l’unico odore che sentirete sarà quello di ricotta. Perché dal picci picci amorino al latte che vira sul ricotta andante è un attimo.

Cambieranno gli equilibri e persino i vostri nomi.

Quindi sì, il rientro a casa con il neonato è una faccenda grossa. Una rivoluzione.

Per questo serve un piano di azione.

Io le settimane prima del parto ho iniziato a sistemare ogni angolo di casa, in preda a quella che credevo fosse l’inizio di una evidente psicosi. E invece ho scoperto che si tratta di una reazione normale. L’istinto della futura mamma di preparare il nido.
Diciamo che soppalchi e credenze potevo saltarle e sarebbe bastato pensare al fasciatoio e a tutto l’occorrente per l’arrivo di Beatrice. Che poi di preciso di cosa parliamo?

Perché fino a pochi mesi prima ognuna nessuna di noi sapeva nemmeno che esistesse un oggetto chiamato aspiramocciolo. E allora eccoci, in uno di quei negozi per mamme allo sbaraglio pronte a spendere il nostro fondo “shopping in grinta” per comprare teletti, deliziosi asciugamani anti rigurgito, catenine del ciuccio che manco fossero fatte a mano e scorte di pannolini che la commessa si è convinta avremo un parto trigemellare.

E invece metà di queste cose non ci serviranno.

Ma ci servirebbe che qualcuno ci dicesse che andrà tutto bene. Che un’altra mamma ci confessasse che sì i primi mesi saranno difficili perché tutto viene stravolto. Perché ci sentiremo diverse da noi stesse e avremo paura di non ritrovarci più in mezzo a ciucci, soluzione fisiologica e tette al vento (non in versione Mykonos).

E invece andrà tutto bene. Perché quella confusione passa. Perché è vero che cambierete ma per scoprirvi più forti e con delle risorse che non credevate di avere.

Però sapere che la paura ce l’abbiamo avuta tutte aiuta. Sapere di non essere la sola a pensare di sbagliare tutto, perché ognuna di noi lo ha pensato. Ma si dimentica perché in realtà proprio con queste paure diventiamo delle brave mamme.

E sì, ogni tanto volete dello spazio per voi e non c’è niente di male.

Perché i neonati ci risucchiano nel loro mondo senza tempo. Dove notte e giorno non contano, contano gli orari delle poppate e allora noi ci sentiamo perse.

Ma è proprio quando ho smesso di cercare di uscire da quel tempo e mi ci sono buttata dentro che ho iniziato ad apprezzarne l’unicità.

Il rientro a casa è così: amore e paura. Gioia e confusione. Puzza di latte e profumo di neonato. Una contraddizione continua che ci fa sbarellare. Ma se avremo il coraggio di vivere ognuna di queste emozioni contrastanti andrà tutto bene. E vi garantisco che persino l’odore di ricotta svanirà e resterà quel profumo di amore concentrato che solo i bambini hanno.

In questi giorni ho ricominciato a tenere eventi insieme alla mia amica e mamma psicoterapeuta Ilaria Verdesi e insieme a Clelia Manili e al suo staff di puericultrici.

Questo sabato abbiamo organizzato Il Rientro a casa e incontrare tutte quelle future mamme mi ha fatto pensare a quando ero io così. Panciona e confusa. Emozionata e spaventata. Partecipare a un incontro del genere mi avrebbe fatto bene. Perché sapere come prepararsi ai grandi eventi aiuta sempre.

Quindi grazie a questa squadra di donne speciali che come me crede nel potere delle donne. Nel potere della storia della mamma seduta accanto a noi.

Perché essere mamme oggi è un casino ma è anche l’avventura più unica che si possa vivere.

E voi? come avete vissuto questa grande rivoluzione?

un bacio grande

Fede

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