Di settembre che vola via e di una nuova scuola di inglese.

Settembre è già volato via. Roba da matti. Per me è stato un mese pienissimo: nuovi progetti che si realizzano, l’attesa delle scuole e la mia ossessione per l’ordine da gestire.

Questo è il mese in cui si gettano le basi per organizzare il nuovo anno e noi mamme corriamo qua e là tra prove di nuoto, danza, ginnastica e molto altro. E non è solo una questione di nuovi sport ma di incastri di felicità. Perché alla fina il nostro obiettivo è quello.

L’unica cosa che già sapevo era dove li avrei portati a fare inglese. Kids&us è diventata la nostra scuola del pomeriggio. E quando mi dicono, “ma dai sono così piccoli che ti metti a fare la scuola di inglese” mi viene da ridere.

Perché più sei piccolo e più impari. Perché l’italiano lo imparano sentendoci ripetere frasi e situazioni sempre uguali e lo stesso vale per l’inglese, se hai un metodo come questo.

Questa è un’opportunità per i miei bimbi e anche per me. Per ricordarmi quello che avevo imparato e per scoprire insieme a loro che siamo parte di un mondo che parla altre lingue. Un mondo in cui si mangia cibo diverso dal nostro, dove ci sono tradizioni uguali e contrarie. E crescere imparando una lingua, è l’occasione per i miei bambini di imparare a vivere in questo modo rispettando gli altri. Perché poter comunicare è il primo passo per capire l’altro.

Ecco. Io ho scelto inglese come prima attività. Prima di tutto il resto ero certa che li avrei portati a scoprire come essere parte del mondo.

Per ora abbiamo fatto solo due lezioni e tantissimo ascolto a casa. Perché il metodo Kids&us prevede che tra scuola e casa ci sia un filo sottile di unione creato da canzoni e storie da ascoltare. Ogni giorno un po’ di inglese. Si crea un momento adatto, qualche volta di sfuggita e qualche volta con attenzione. Noi ascoltiamo in macchina o la mattina quando ci prepariamo per andare a scuola. L’importante è ascoltare, sentire i suoni che si ripetono. E quando dopo due settimane, li vedi nella loro cameretta che disegnano e intanto cantano “I am four, i am four” capisci che funziona.

Mi avevano avvisata. Paola, la direttrice della nostra scuola Kids&us Flaminio Parioli mi ha detto pensaci bene e poi mi fai sapere perché questo non è un corso di inglese qualunque. Senza l’ascolto a casa non può funzionare. Lei è sincera e me lo ripete perché sa che solo con un pizzico di impegno anche a casa, si ottiene un reale apprendimento. Ed eccola lì, la parte di me che stava pensando “mmmm vabbè semmai un giorno sì e l’altro vediamo”, quella parte di me si è fatta piccola piccola.

Possibile che sia diventata così pigra? Possibile che noi mamme non possiamo prendere un impegno da 10 minuti al giorno per qualcosa di importante per i nostri bimbi? Davvero la frenesia della città ci sta rubando qualcosa di così prezioso? No, sono certa che posso farcela. Che voglio riuscire a creare questa piccola routine.

E ora siamo in ballo. E ascoltiamo e balliamo e impariamo. Io prima di loro, imparo a fare la mamma che ascolta storie e canzoni in inglese. Imparo da loro, ritrovo la mia voglia di sapere che ogni nuova esperienza ci può arricchire. Che questa faccenda dell’ascolto di Kids&us chissà, magari diventerà un rituale di felicità tutta inglese. Semplice e immediata. Perché in fondo stare insieme e condividere qualcosa con i miei figli è una delle cose che mi rende più felice al mondo.

So let’s go dance and be happy 😉

fede